Quando pensiamo al futuro dei nostri figli, immaginiamo la scuola, l’università, magari la prima casa. La pensione sembra lontanissima. Eppure è proprio questa distanza a rendere interessante l’idea di aprire un fondo pensione anche a un minore.

Un figlio può essere iscritto alla previdenza complementare prima di iniziare a lavorare. I genitori possono alimentare la sua posizione con versamenti periodici o occasionali, anche di importo contenuto.

Perché iniziare presto?

Il primo vantaggio è il tempo. Le somme versate vengono investite secondo il comparto scelto e hanno molti anni per crescere. Il rendimento, però, non è garantito: dipende dall’andamento degli investimenti e dai costi del fondo.

C’è poi un vantaggio meno evidente. L’iscrizione fa maturare anzianità nella previdenza complementare, un elemento che può incidere sulle condizioni fiscali delle future prestazioni e sull’accesso ad alcune anticipazioni previste dalla normativa.

Anche i genitori possono avere un beneficio fiscale. Se il figlio è fiscalmente a carico, i contributi versati per lui possono essere dedotti dal reddito alle condizioni previste dalla legge. Il limite ordinario di 5.164,57 euro l’anno è complessivo: comprende anche gli eventuali contributi versati dal genitore per la propria previdenza complementare. Non è, quindi, un limite aggiuntivo per ogni figlio.

C’è poi un vantaggio meno evidente. L’iscrizione fa maturare anzianità nella previdenza complementare, un elemento che può incidere sulle condizioni fiscali delle future prestazioni e sull’accesso ad alcune anticipazioni previste dalla normativa.

Anche i genitori possono avere un beneficio fiscale. Se il figlio è fiscalmente a carico, i contributi versati per lui possono essere dedotti dal reddito alle condizioni previste dalla legge. Il limite ordinario di 5.164,57 euro l’anno è complessivo: comprende anche gli eventuali contributi versati dal genitore per la propria previdenza complementare. Non è, quindi, un limite aggiuntivo per ogni figlio.